· 

Antiche tradizioni natalizie: l'albero di Natale

Il più bel protagonista delle feste di Natale è senza dubbio lui, l'albero di Natale! Addobbato nei modi più fantasiosi, con frutta, dolcetti, palline, luci e chi più ne ha più ne metta. Una tradizione antica che viene tramandata di generazioni: nella mia famiglia, ad esempio, abbiamo ancora le vecchie palline della mia mamma, che usava mettere insieme ai suoi fratelli e ai miei nonni sul loro albero di Natale; in quegli anni in cui avere un albero di Natale forse era un lusso, figuriamoci le palline. Ed è proprio per onorare questa tradizione, e rendere diversi questi giorni che ci separano dalla nascita di Gesù bambino, che cerchiamo di riempire la casa di festoni, buoni odori, di famiglia, di luci e di gioia. Sì perché anche se non ci si può permettere l'albero di Natale, quello che non deve sicuramente mancare è il calore dei propri cari: non importa se l'angolo dove andrebbe l'albero è vuoto, l'importante è che il cuore sia pieno di felicità, anche solo di quella che si prova quando ci si può sedere tutti insieme intorno ad un tavolo. Che si mangi, si brindi o si giochi, la famiglia è la portata principale del Natale.

Ma torniamo a lui, l'albero; vi voglio raccontare com'è nato, da dove si ipotizza possa venire questa antica tradizione e come è stata tramandata arrivando fino a noi.

 

Sembra che l'Albero di Natale, così come oggi viene usato, sia nato a Tallinn in Estonia nel 1441, quando fu eretto un grande abete nella piazza del Municipio, attorno al quale giovani scapoli, uomini e donne, ballavano alla ricerca dell'anima gemella. Questa usanza venne poi ripresa in Germania: una cronaca di Brema del 1570 racconta di un albero che veniva decorato con mele, noci, datteri e fiori di carta. Anche la città di Riga (in Lettonia) è fra quelle che si proclamano sedi del primo albero di Natale: vi si trova infatti una targa scritta in otto lingue, secondo cui "il primo albero di capodanno" fu addobbato in questa città nel 1510. Un'altra notizia sull'albero di Natale viene dall'Alsazia: una cronaca di Strasburgo annota nel 1605 "per Natale i cittadini si portano a casa degli abeti ('Dannenbaumen' nel tedesco dell'epoca), li mettono nelle stanze, li ornano con rose di carta di vari colori, mele, zucchero e altri oggetti."

Un antenato dell'albero di Natale potrebbe derivare dall'antico rito pagano di portare in casa, prima dell'anno nuovo, un ramoscello di buon augurio. Nel Medioevo si diffuse poi la tradizione degli "Adam und Eva Spiele" (giochi di Adamo ed Eva) che prevedevano la ricostruzione nelle chiese dello scenario del paradiso in terra, proprio il 24 dicembre, alla vigilia di Natale, con tanto di alberi di frutta, simboli di abbondanza e del mistero della vita.

 

 

Poi a questi alberi di frutta si preferirono sempre di più gli abeti. L'abete, il "Tannenbaum", ha la caratteristica magica di essere sempreverde, che, secondo una favola, ha avuto come dono da Gesù stesso, per avergli offerto rifugio mentre era inseguito dai suoi nemici. Non stupisce quindi che l'abete, con la sua forma triangolare che rispecchiava anche bene la struttura piramidale e gerarchica della società medioevale, diventa ne folclore tedesco anche l'albero cicogna dal quale la levatrice scuote i neonati. 

Per molto tempo la tradizione dell'albero di Natale rimase tipica delle regioni a nord delle Alpi. All'inizio i cattolici la consideravano un uso protestante e solo nel '900 questa tradizione si diffuse anche nel mondo cattolico. 

 

 

 

Nel nostro secolo assistiamo ormai ad una diffusione massiccia e capillare di questa usanza. Ma anche la festa di Natale non poteva sfuggire al crescente consumismo. Molte tradizioni natalizie sono ormai quasi sparite, ma l'albero ha resistito, anzi ha rafforzato la sua posizione: nei paesi di lingua tedesca sono nati i mercatini di Natale che si stanno diffondendo in un sacco di paesi. Questi, oltre ad essere belli e accoglienti, hanno la simpatica caratteristica di essere molto utili agli affari. E l'albero, molte volte, non è più l'abete, ma un sostituto di plastica, più o meno verosimile; le candele sono diventate luci elettriche, la frutta è stata sostituita dalle palline di vetro e ceramica, ma in alcune case sono presenti sui suoi rami i biscotti di natale a forma di stella, pallina o alberello. 

Insomma, non si può di certo rinunciare all'albero di Natale?!

Prima di lasciarvi al vostro pranzo natalizio, volevo mostrarvi il mio albero di natale, fatta a Milano, e quello della mia mamma, in Abruzzo, che come tutti gli anni è decorato con le sue spettacolari palline e si erge sopra il presepe, immancabile a casa mia.

 

"Non importa cosa trovi sotto l'albero, ma chi trovi intorno" Stephen Littleword

 

Buon Natale a tutti,

Rina di Zucchero & FaRina

Scrivi commento

Commenti: 0