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Lettera a Babbo Natale: antiche tradizioni e innocenti bugie

Paese che vai, tradizione che trovi e il Natale è la festa che più di tutte riempie l'aria di riti, usanze e leggende in ogni angolo del mondo. Ma l'abitudine di scrivere la "Lettera a Babbo Natale" risale a tanto tempo fa. Le lettere contengono di solito una lista di giocattoli, o desideri, con la dichiarazione da parte del mittente di essere stato buono durante l'anno. In molti Paesi i servizi postali accettano le lettere che i bambini scrivono a Babbo Natale e in alcuni casi le risposte vengono fornite dagli stessi impiegati postali o dai volontari. In Canada, per esempio, è stato predisposto un apposito codice di postale per le lettere indirizzate a Babbo Natale: H0H 0H0; e dal 1982 sono oltre 13.000 gli impiegati delle poste canadesi che si sono offerti volontari per rispondere alle lettere. In altri casi sono associazioni dedicate all'infanzia a rispondere alle lettere provenienti dalle zone più povere o dagli ospedali pediatrici, per dare ai bambini dei doni che altrimenti non potrebbero ricevere.

Questa tradizione si è tanto radicata nel mondo e tra la gente che non solo i bambini ma anche i grandi hanno iniziato a scrivere le proprie letterine, magari non piene di desideri materiali: il più delle volte infatti contengono messaggi di auguri che si decide di recapitare mediante un fantomatico "Babbo Natale" alle persone a cui si vuole bene oppure sono una piccola riflessione sull'anno passato con i buoni propositi per quello in arrivo.

Anche io quest'anno ho scritto la mia letterina e in più ho spedito le lettere contenenti auguri di buon Natale e felice anno nuovo alle persone che mi hanno chiesto di ricevere un piccolo dono da parte di Zucchero & FaRina. Ma in questo articolo vi voglio parlare di una cosa bellissima accaduta molti anni fa, quando ancora la magia del Natale era necessaria per far sperare grandi e piccini in qualcosa di buono, nonostante i tanti problemi del mondo.

Is there a Santa Claus?

"Esiste Babbo Natale?" è il titolo di un editoriale apparso il 21 settembre 1897 sul New York Sun in cui veniva pubblicata la lettera di una bambina, Virginia, in cui poneva questa domanda alla redazione del giornale statunitense. La risposta venne affidata al giornalista Francis Pharcellus Church, che elaborò questo editoriale tanto famoso da venir tradotto in 20 lingue diverse. 

 

 

La lettera della piccola Virginia

"Caro direttore,

ho 8 anni.

Alcuni dei miei piccoli amici dicono che Babbo Natale non esiste. Papà mi ha detto: se lo scrive il Sun, è così. Per favore, mi dica la verità: Babbo Natale esiste?

Virginia O'Hanlon"

 

 

 

 

 

 

 

 

La risposta del giornalista Francis Pharcellus Church

"Virginia, i tuoi amici si sbagliano. Sono stati contagiati dallo scetticismo tipico di questa era piena di scettici. Non credono a nulla se non a quello che vedono. Credono che niente possa esistere se non è comprensibile alle loro piccole menti. In questo nostro grande universo, l'uomo ha l'intelletto di un semplice insetto, di una formica, se lo paragoniamo al mondo senza confini che lo circonda e se lo misuriamo dall'intelligenza che dimostra nel cercare di afferrare la verità e la conoscenza.

 

Sì, Virginia, Babbo Natale esiste! Esiste come esistono l'amore, la generosità e la devozione, e tu sai che abbondano per dare alla tua vita bellezza e gioia. Cielo, come sarebbe triste il mondo se Babbo Natale non esistesse! Sarebbe triste anche se non esistessero delle Virginie. Non ci sarebbe nessuna fede infantile, né poesia, né romanticismo a rendere sopportabile la nostra esistenza. Non avremmo altra gioia se non quella data dai sensi e dalla vista. La luce eterna con cui l'infanzia riempie il mondo si spegnerebbe. 

 

Non credere in Babbo Natale! E' come credere nelle fate! Puoi anche chiedere a tuo padre che mandi delle persone a tenere d'occhio tutti i comignoli del mondo per vederlo, ma se anche nessuno lo vedesse venire giù, che cosa avrebbero provato? Nessuno vede Babbo Natale, ma non significa che non esista. Le cose più vere del mondo sono proprio quelle che né i bimbi né i grandi riescono a vedere. Hai mai visto le fate ballare sul prato? Naturalmente no, ma questa non è la prova che non siano veramente lì. Nessuno può concepire o immaginare tutte le meraviglie del mondo che non si possono vedere.

 

Puoi rompere a metà il sonaglio dei bebè e vedere da dove viene il suono, ma esiste un velo che ricopre il mondo invisibile che nemmeno l'uomo più forte, nemmeno la forza di tutti gli uomini più forti del mondo potrebbe strappare. Solo la fede, la poesia, l'amore possono spostare quella tenda e mostrare la bellezza e la meraviglia che nasconde. Ma è tutto vero? Ah, Virginia, in tutto il mondo non esiste nient'altro di più vero e durevole. Nessun Babbo Natale! Grazie a Dio lui è vivo e vivrà per sempre. Anche tra mille anni, Virginia, dieci volte diecimila anni da ora, continuerà a far felici i cuori dei bambini."

Questa lettera merita un piccolo commento: il giornalista è stato delicato e audace nel scrivere la risposta. Sapeva benissimo che la sua corrispondente era una piccola mente sognatrice e ansiosa di conoscere la verità; ma era anche consapevole di avere una grande responsabilità: infatti dalla sua risposta poteva scaturire una grande verità, ossia che in carne ed ossa Babbo Natale non esiste, oppure un'onesta bugia. Comunque il messaggio è chiaro: non è detto che tutto ciò che non si vede non esiste e soprattutto non bisogna smettere di credere nei propri sogni o nelle proprie speranze solo perché ci sembrano troppo lontani dalla realtà e di difficile realizzazione. 

La lettera di Virginia comunque denota come una bambina non si sia affatto posta molti problemi nel porre ad un grande giornale statunitense una domanda che a molti può sembrare banale, inutile e di scontata risposta. Questo serve a dimostrare quanto i bambini rimangono ancora le poche creature al mondo in grado di credere nelle cose semplici e soprattutto capaci di vedere oltre ciò che semplicemente si tocca e si ha davanti agli occhi.

Non potendo vivere però come Peter Pan, siamo costretti a crescere, ma nessuno ci obbliga a smettere di meravigliarci. E come diceva Albert Einstein "la cosa importante è non smettere mai di domandare. La curiosità ha il suo motivo di esistere. Non si può fare altro che restare stupiti quando si contemplano i misteri dell'eternità, della vita, della struttura meravigliosa della realtà. E' sufficiente se si cerca di comprendere soltanto un poco di questo mistero tutti i giorni. Non perdere mai una sacra curiosità."

 

Rina di Zucchero & FaRina

 

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