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Cartoline dall'Abruzzo

Voglio raccontarvi i sapori dolci di questa terra tra il mare e la montagna attraverso un viaggio fatto da fotografie e...cartoline. Personalmente adoro le cartoline, sono una di quelle persone che prima di partire per un viaggio chiede gli indirizzi di tutti e poi compra almeno una ventina di cartoline, tutte rigorosamente con dedica personalizzata, non con i banali "Saluti e baci da...". Mi piace cercare di raccontare in breve alle persone a cui voglio bene cosa ho trovato, visto e mangiato durante il mio soggiorno lontano da casa. Ma questa volta i ruoli si invertono. Le cartoline che vi mostrerò verranno proprio da casa mia, dall'Abruzzo e le dedico a voi che mi leggete per farvi conoscere i dolci sapori di quest'angolo d'Italia. Allora buon viaggio e benvenuti nel dolce Abruzzo.

1. Il Parrozzo

Il parrozzo è sicuramente uno dei dolci abruzzesi più famoso. E' un dolce tipico natalizio, nato in una pasticceria di Pescara nel 1920. Il pasticcere voleva riprodurre in versione dolce il pane rozzo, il pane rustico a base di granturco che i contadini facevano in casa. Il giallo del granturco è ripreso dalle uova, la friabilità dalle mandorle e il colore bruno della pagnotta contadina è data dal cioccolato fondente sulla cupola. Il primo che assaggiò questo dolce fu Gabriele D'Annunzio, che ne rimase talmente estasiato da dedicargli un madrigale, "La Canzone del Parrozzo". Non vi preoccupate: visto l'avvicinarsi del Natale, presto vi mostrerò la versione della mia mamma del parrozzo corredata di ricetta e consigli

2. I bocconotti

Per raccontarvi la storia di questi dolcetti, dobbiamo andare parecchio indietro nel tempo. Siamo infatti intorno alla fine del Settecento, in territorio abruzzese, precisamente a Castel Frentano, dove una domestica, per omaggiare il suo padrone di casa che era tanto goloso di cioccolato e caffè, inventò un dolce che ricordava una tazzina di caffè, ovviamente senza manico e coperchio, realizzando l'esterno con la pasta frolla e riempiendo l'interno con cioccolato e caffè. Purtroppo durante la cottura, a causa della consistenza del ripieno, i dolcetti rimanevano molto liquidi; decise allora di unire al ripieno le mandorle e di coprire la "tazzina" con un coperchio di pasta frolla e a cottura ultimata spolverare con lo zucchero a velo. Il nome deriva dal fatto che la donna, dopo aver portato i biscotti al suo padrone, lui ne mangiò uno intero in un boccone, da lì il nome di bocconotto. Da allora la forma dei bocconotti è rimasta sempre la stessa, ma i ripieni oggi sono diversi e nella "La Casa del Bocconotto" a Castel Frentano, dove le donne custodiscono gelosamente la ricetta originale, vengono sperimentati sempre nuovi gusti.

3. Le pesche

Queste finte pesche sono dolcetti costituiti da due semisfere di pasta biscotto bagnate nell'alchermes e ripiene di crema pasticcera, come vuole la tradizione. Le semisfere, una volta bagnate nel liquore, vengono rotolate nello zucchero e completano la presentazione le foglioline verdi di ostia, proprio come una pesca appena colta dall'albero. Questi dolcetti erano i miei preferiti quando ero bambina, per via dello zucchero che mi rimaneva attaccato alle dite quando le mangiavo.

4. I mostaccioli

I mostaccioli sono dei biscotti tipici natalizi, in particolare del paese di Scanno nella provincia di Pescara, fatti con mandorle, ammoniaca, cacao, cioccolato fondente e strutto. Se sembrano biscotti di pasta frolla al cacao, vi sbagliate; non hanno niente a che vedere con le tipiche paste frolle e sono dolci tradizionali anche dei matrimoni.

5. Ferratelle - pizzelle

Sicuramente le regine d'Abruzzo sono loro: le pizzelle, o ferratelle, o neole. Infatti cambiano nome in base alla zona dell'Abruzzo in cui ci si trova e in base anche alla consistenza dell'impasto (le pizzelle sono più soffici e morbide). Nella zona della provincia di Chieti il loro nome è appunto pizzelle; nella provincia di Teramo si chiamano neole; nell'entroterra, soprattutto nella provincia aquilana, sono le ferratelle. Vengono chiamate così per un'antica usanza che prevedeva che quando una ragazza si sposava, e passava dalla casa del padre a quella dello sposo, doveva portare con sé il ferro di famiglia dove erano incise le lettere (a mo' di stemma) del cognome della giovane. Questo dolce è di rito soprattutto in occasione dei matrimoni: una cialda biscottata che riporta il ricamo del ferro che ogni giovane e famiglia abruzzese utilizza.

6. I calcionetti

Il linguista italiano Ernesto Gianmarco, originario abruzzese, descrive questi dolci nel primo Dizionario Abruzzese a Molisano del 1968 come "specie di ravioli ripieni di marmellata, uova, castagne lesse, ceci lessi, fritti in padella che si mangiano specialmente a Natale".  Come tutti i dolci della tradizione, hanno bisogno del loro preciso tempo per la preparazione e soprattutto per la fusione di tutti questi ingredienti tra di loro e il Natale, ma soprattutto i giorni che precedono la Vigilia, riempiono l'aria di tutta l'essenza necessaria per la loro esecuzione. La tradizione poi vuole che durante la Vigilia di Natale se ne prenda una minuscola porzione in un piattino e la si offra al bambinello nel presepe di casa.

7. Biscotti tagliati con zafferano e mandorle

Questi biscotti raccolgono l'essenza dell'Abruzzo in tre ingredienti: zafferano, mandorle e genziana. Lo zafferano è definito l'oro d'Abruzzo: questa spezia che cresce nei pistilli dei fiorellini viola di cui è pieno l'altopiano di Navelli, oltre a conferire colore e sapore, è ricco di antiossidanti. Lo zafferano è poi un ottimo digestivo e un potente afrodisiaco. Le mandorle conferiscono una croccantezza eccellente a questi biscotti e la genziana, liquore fatto appunto con la pianta che gli dà il nome, aiuta la digestione e il sistema immunitario. La genziana dà a questi dolci una piccola punta amara, che a fine pasto non gusta mai.

8. Ciambelline al Montepulciano

Dolci tipici del periodo della vendemmia, che in questa bella regione ha come protagonista il Montepulciano d'Abruzzo, vino rosso, corposo e con una nota fruttata. I tarallucci al vino sono dolci con una tradizione antica, non solo abruzzese, ma comune a molte altre regioni che riescono a trattenere in un piccolo biscotto tutta l'essenza della tradizione popolare.

9. Cellipieni

I cellipieni, o celli ripieni, sono dolci tipici abruzzesi, protagonisti soprattutto dei matrimoni. Il ripieno è molto particolare: c'è la favolosa marmellata d'uva nera insieme alle noci e alle mandorle. Personalmente li ho visti fare tante volte. Mia mamma, mia nonna e mia zia sono delle autentiche esperte e i loro celli ripieni sono ottimi. Il procedimento è molto lungo e bisogna armarsi di tanta pazienza. Cosa che a me manca ancora parecchio, per cui lascio a loro questa bellissima arte dei cellipieni.

10. Sise delle monache

Le sise delle monache (o tre monti) sono dolci tipici prodotti nel comune di Guardiagrele, nella provincia di Chieti, costituiti da due strati di pan di spagna, farciti di crema pasticcera, con tre protuberanze. L'origine del nome non è sicura: tra le varie leggende c'è quella per cui le monache, per rendere meno evidente il seno quando uscivano dal convento, mettevano nel mezzo del petto una protuberanza. Ma più tipicamente la forma del dolce farebbe riferimento ai tre monti d'Abruzzo: Gran Sasso d'Italia, Majella, Sirente-Velino, che costituiscono le punte più alte della catena appenninica italiana. 

Dopo questa breve carrellata di cartoline gastronomiche, continuo a far parlare le immagini e vi lascio ad alcuni dei più bei paesaggi d'Abruzzo, questa terra meravigliosa tra il mare e le montagne nel cuore dell'Italia.

 

Buon appetito, e buon viaggio,

Rina di Zucchero & FaRina

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